Allattamento al seno
Consigli per l’allattamento
- Avrò il latte? E’ ciò che si chiedono tante mamme: in realtà avere il latte non è una “fortuna” ma è la norma, è fisiologico. Sono rari gli impedimenti e le vere controindicazioni, mentre sono frequenti i timori e l’insicurezza.

- Il latte materno è l’alimento che la natura ha predisposto per il neonato: è il più adatto dal punto di vista nutrizionale, poiché la sua composizione varianel tempo adattandosi alle sue esigenze; è ricco di fattori che migliorano lo sviluppo cerebrale, potenziano le difese del bambino, ed è il più adatto ad evitare le allergie, oltre ad essere il più pratico ed economico. L’allattamento al seno aiuta inoltre a perdere più rapidamente il peso guadagnato durante la gravidanza. La donna che ha allattato ha minore incidenza di tumori della mammella, dell’utero, di osteoporosi.
- L’allattamento naturale, inoltre, può essere un’esperienza molto intensa e gratificante per la mamma ed il suo bambino, poiché è non solo fonte di nutrimento più adatto alle necessità del neonato ma è anche il veicolo fondamentale della speciale relazione che si crea tra entrambi
- La montata lattea non è un fenomeno immediato, ma un processo biologico soggetto a notevole variabilità individuale. La produzione di latte maturo inizia non prima della seconda giornata dopo il parto ed è preceduta dalla secrezione di colostro, prezioso per il valore nutritivo e soprattutto per il suo contenuto di anticorpi che aumentano le difese del vostro bambino.
- La montata lattea può, però, non essere evidente sino alla terza – quinta giornata. Lo stimolo che la determina è soprattutto la suzione precoce e frequente del neonato: più succhia più latte arriva. Attaccatelo tutte le volte che vi sembra mostrare desiderio di succhiare. Il ruotare la testa, i movimenti di suzione, i movimenti delle mani verso la bocca…possono essere segnali di fame che precedonom il pianto: il pianto disperato è un segnale di fame tardivo. Ed inoltre quando il neonato è in preda al pianto è sovraeccitato, in coordinato, ciò rende più difficile l’attacco al seno. Procedete con pazienza e costanza, senza scoraggiarvi se all’inizio il neonato pare non essere capace di attaccarsi al seno. Ogni istinto può aver bisogno di un po’ d’esercizio per esprimersi appieno e d’altronde è naturale che sia la mamma sia il bambino siano inesperti! Di giorno in giorno apprenderete entrambi il modo migliore perché le cose funzionino bene.
- Nei primi giorni spesso il neonato tende a dormire molto e può fare fatica ad attaccarsi al seno: il torpore dei primissimi giorni è un fenomeno normale, ma transitorio. Può essere utile cercare di svegliarlo, per esempio stimolando la pianta dei piedi, se sono passate più di 3 ore – 3 ore e ½ dalla poppata precedente.
- In presenza di segni clinici ( ad es. un calo ponderale che supera la perdita di peso fisiologica che normalmente si verifica nei primi giorni di vita) o di laboratorio di insufficiente apporto di latte il pediatra può stabilire la necessità di integrazione con il latte artificiale. Nessuna paura!. Questo non significa che non riuscirete ad allattare al seno il vostro piccolo. La regola è sempre quella: più succhia – più latte arriva e quindi attacchiamolo spesso al seno.
- Non vi è necessità di lavare il seno con il sapone o con disinfettanti sia prima che dopo la poppata: tali sostanze asportano la protezione naturale della pelle rendendola ancora più delicata ed alterando l’odore della mamma che attrae il piccolo verso il seno.
- Dopo la poppata è utile lasciare per qualche tempo i seni scoperti. Evitare le coppette assorbilatte.
- Fate attenzione che durante la poppata la bocca del neonato contenga non solo il capezzolo, ma anche buona parte dell’areola mammaria; il mento sarà appoggiato sul seno e la testa del bimbo rivolta verso l’alto per permettergli di respirare senza dover schiacciare il seno con le dita. Anche il corpo del neonato sarà in linea con la testa e con il sederino ben sostenuto per evitare che scivoli verso il basso causando dannose trazioni sul capezzolo. Una postura errata durante l’allattamento può essere causa di ragadi. Non è necessario sostenere o eseguire manovre di spremitura del capezzolo, ma può essere utile eseguire dei leggeri massaggi dalla periferia verso l’areola, specie in presenza di aree di ingorgo mammario.
- Le ragadi vanno prevenute verificando sempre, durante i primi giorni, che il neonato si attacchi bene al seno. La mamma deve cercare di allattare nella posizione a lei più comoda. Alcune posizioni “rigide” assunte per la presenza di fastidi, spesso legati ad un pregresso taglio cesareo, possono ostacolare un buon attacco del bambino al seno e favorire la successiva insorgenza di problemi alla colonna vertebrale. Le ragadi, quando presenti, vanno trattate cospargendo il capezzolo con un po’ di latte spremuto alla fine della poppata o con pomate alla lanolina. Generalmente guariscono nell’arco di qualche giorno e non necessitano di terapia medica. Raramente, in presenza di evidente sanguinamento, può essere necessario evitare di allattare dal seno interessato, per la possibile insorgenza di vomito legato all’ingestione di latte.
- Ma come potete sapere che il vostro bambino prende abbastanza latte? L’incremento di peso è un indice sicuro. Non importa quanto mangia ma quanto cresce!
- Può capitare che il bambino sembri soddisfatto dopo aver succhiato, ma piange non appena messo sul lettino: non è affatto detto che sia indice di fame e carenza di latte, ma piuttosto di desiderio di contatto o di succhiare per il piacere di farlo; il neonato, specie nei primi giorni, può richiedere la poppata molto spesso, anche 8 – 10 volte al giorno. Attaccatelo quindi al seno tutte le volte che desidera succhiare. Lasciate che sia il vostro bambino a suggerirvi l’orario giusto!
- Il neonato allattato al seno non ha bisogno di liquidi supplementari, non ha bisogno di acqua o di tisane.
- La mamma che allatta non ha bisogno di osservare una dieta specifica, ma può liberamente assumere i cibi abitualmente consumati nel corso della gravidanza: i vostri bambini li conoscono, erano concentrati nel liquido amniotico. Avete sicuramente sentito nominare numerosi cibi da bandire come i cavoli, gli asparagi, etc è vero, alcuni cibi modificano il sapore del latte, ma non è detto che il vostro bimbo non li gradisca!
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