La storia di Bruno (Le emozioni della mamma del piccolo Bruno nato a Patti il 3/09/2008)
"Ciao che bel bambino, quanto ha?" "Sedici mesi,rispondo, ma è come se ne avesse quattordici....lui è nato prematuro"...puntualmente mio marito mi rimprovera: "Il nostro bellissimo bimbo ha sedici mesi, non è più prematuro! Quando la smetterai con questa storia? Per te sarà prematuro per tutta la vita!"
Io non rispondo ma, probabilmente,ha ragione: non dimenticherò mai che mio figlio è nato, improvvisamente, alla fine della trentunesima settimana...e che, come in un brutto sogno ,mi sono ritrovata immobile, dopo un cesareo d'urgenza, in un letto di un ospedale a me sconosciuto con delle cullette di altre neo mamme in camera ma senza il mio bimbo vicino....mentre tutti si affannavano a sfoggiare corredini ed ogni tanto mi lanciavano un'occhiata pietosa "Vuole un dolcino?..stia tranquilla andrà tutto bene!"
Le 24 ore di riposo forzato obbligatorie dopo un cesareo fatto con l'epidurale mi sono sembrate eterne!!!!!!!! Avrei voluto avere le ali per poter essere vicino alla mia creatura, ancora non completamente formata, per poterla vedere...per poterle dire "devi farcela, perdonami se non sono stata capace di essere una "mamma completa"....era proprio cosi che mi sentivo ...una mamma che non era riuscita a proteggere il suo bimbo nella fase più delicata di tutta la sua vita!!!

Finalmente è arrivato il grande momento...un'ostetrica, la stessa che aveva visto nascere il mio piccolo, mi accompagna davanti alla porta dell'Utin - Unità di Terapia Intensiva Neonatale (un mondo del quale disconoscevo l'esistenza, ma è stato proprio in questo mondo che ho trascorso il primo mese di vita di mio figlio e mosso le prime esperienze da neo mamma).Per potere entrare dentro ho dovuto indossare dei calzari, un camice, una cuffietta, lavare ripetutamente le mani con un sapone disinfettante..e finalmente mi sono trovata davanti alla stanza con le incubatrici...
Ancora oggi mi chiedo cosa ho provato realmente quando ho visto per la prima volta Bruno....non riesco a darmi una risposta concreta......tutto e niente..quel bimbo piccolo (Kg 1,650 - 43cm) in quell'incubatice, con quel viso scarno ma dai lineamenti dolci, con tutti quei tubicini per il monitoraggio, con una c-pap nel naso che lo aiutava a respirare , era lo stesso che fino al giorno prima avevo sentito muovere dentro il mio pancione? che scalciava quando sentiva la mia/sua canzone preferita?... per istinto ho iniziato a cantarla piano, lui ha aperto gli occhi e mi ha guardata...forse è stato in quel momento che l'ho sentito mio ed è stata la prima volta che lui ha visto la sua mamma.
Un'infermiera mi si è avvicinata e mi ha informata sugli orari in cui sarei potuta entrare per vedere in bimbo ed anche quando poteva farlo mio marito, dopo mi ha portata in una camera in cui le neo mamme , con problemi simili al mio, tiravano il latte per potere poi alimentare il bimbo. Durante la gravidanza avevo letto molto sull'importanza del latte materno, ma se per un bambino nato a termine è importante per un bimbo prematuro è vitale!
Ricordo la prima volta che ho tirato il latte piangevo come una fontana..non usciva quasi niente..uno degli angeli che lavorano in quel reparto si è avvicinato e mi ha detto :"stia tranquilla signora, a suo figlio basta questo poco latte...lei avrà giornalmente il latte di cui lui avrà bisogno"..è cosi è stato! Se penso ancora oggi che per 11 mesi ,io mamma di un prematuro, sono riuscita ad allattare mio figlio penso che questo è stato il secondo miracolo dopo la sua vita!
Dopo quattro giorni sono stata dimessa e li se è posto un altro problema ...dove andiamo a vivere??Per fortuna l'ospedale metteva gratuitamente a disposizione delle mamme che allattavano una stanza, ma mio marito non voleva lasciarmi sola, abbiamo affittato una casetta e facevamo la spola con l'ospedale.
Abbiamo trascorso poco più di un mese a Patti, l'Utin è stata la nostra seconda casa, Bruno cresceva molto lentamente ma ,fortunantamente, non aveva grossi problemi: un ittero persistente ed un'infezione alla vie urinarie.
Ogni piccolo progresso (anche l'aumento di 10 grammi...ci faceva sentire strafelici) , ricordo la prima volta che ho cambiato il pannolino dai fori dell'incubatrice, o quando assistevo al suo bagnetto serale...oppure quando mi hanno detto di portare i suoi vestitini...la prima volta che l'ho vestito ...delle cose che sono belle ma normali per una mamma a termine per quella di un prematuro diventano momenti straordinari!!
In quel mese ho conosciuto altri genitori, altri bimbi, altre storie...realtà tristi ma sempre estremamente dignitose.
In quel mese ho conosciuto degli uomini e delle donne che li non sono medici, non sono infermieri, sono gli zii e le zie dei nostri bimbi, che gioiscono con noi dei loro progressi e piangono insieme a noi per le loro sconfitte...che sono li severi nel far rispettare le regole nell'interesse dei nostri piccoli e pronti a trovare una parola di conforto al momento giusto.
Il giorno che ci hanno detto che potevamo portare Bruno a casa eravamo al settimo cielo .....tutto pronto......finalmente era solo nostro:niente più orari per vederlo...niente più ospedale..il nostro bimbo stava bene e tornava a casa!!!! Non avevo fatto i conti con la dipendenza che si era creata con il reparto!!!! I primi giorni a casa sono stati duri....non c'era più chi ,con professionalità e amore si occupava del mio piccolo e di me!...Ma anche questo con un pò di aiuto " a distanza" è stato superato.
Spero che la mia esperienza possa essere d'aiuto a tante mamme,ho imparato che la prematurità non è una colpa ma certe volte è un dono, difficile da comprendere come tale, le mamme dei prematuri sono mamme speciali che hanno dentro di se una forza immensa. E, soprattutto, non sono sole...io mi sono sentita veramente in famiglia!
Grazie di cuore a tutti voi che, quotidianamente, mettete a disposizione la vostra professionalità e il vostro cuore,anche con grandi sacrifici, per fare diventare fiori dei piccoli e meravigliosi boccioli.
Mariacaterina Mirabito

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